SDS REACH

Schede dati di sicurezza – zoom sulle sezioni (parte 1)

Introduzione

La SDS fornisce informazioni per l’utilizzo sicuro di una sostanza o di una miscela.

Il contenuto, scritto in modo chiaro e conciso, e il formato di una SDS sono definiti dal regolamento REACH. Il nome di ogni sezione e il titolo delle singole sottosezioni sono specificati nell’allegato II. In particolare, la parte B dell’allegato II richiede che: “La scheda di dati di sicurezza deve comprendere i seguenti 16 titoli, in conformità all’articolo 31, paragrafo 6, oltre ai sottotitoli elencati, eccetto la sezione 3, in cui devono essere incluse solo la sottosezione 3.1 o 3.2, a seconda del caso”.

Va notato che per i titoli delle sezioni la parola “SEZIONE” è una parte delle stesse, mentre nessuna numerazione a un livello inferiore rispetto al sottotitolo è legalmente richiesta, ma potrebbe essere introdotta dal fornitore della SDS per maggiore chiarezza (ad esempio nella sezione 14 per distinguere tra diversi modi di trasporto).

Quando viene redatto un documento che utilizza il formato di una SDS per una sostanza o miscela per cui una SDS non è richiesta ai sensi dell’articolo 31 del REACH (ad esempio, si invia una SDS come strumento per fornire informazioni richieste dall’articolo 32 o per decisioni commerciali) i requisiti per il contenuto in ciascuna delle sezioni non si applicherebbe. In tali casi può essere consigliabile specificare che il documento non rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 31 del regolamento REACH per maggiore chiarezza verso i destinatari e le autorità di controllo.

Vediamo nel dettaglio quali sono le informazioni che devono essere riportate in alcune delle sezioni della SDS.

Alcune sezioni della SDS

Sezione 1

Questa sezione della scheda di dati di sicurezza prescrive le modalità di identificazione della sostanza o della miscela e le modalità con cui devono essere indicati nella scheda di dati di sicurezza gli usi pertinenti identificati, il nome del fornitore della sostanza o della miscela e i dati di contatto del fornitore della sostanza o della miscela, compreso un contatto in caso di emergenza.

In accordo alla parte B dell’allegato II la sezione 1 è così strutturata:

SEZIONE 1: identificazione della sostanza/miscela e della società/impresa

1.1. Identificatore del prodotto

1.2. Usi identificati pertinenti della sostanza o della miscela e usi sconsigliati

1.3. Informazioni sul fornitore della scheda di dati di sicurezza

1.4. Numero telefonico di emergenza

Per quanto concerne gli usi del paragrafo 1.2, la SDS deve includere almeno gli usi identificati della sostanza o miscela rilevanti per il destinatario. Per sostanze registrate per le quali è richiesto un CSR questo elenco di usi deve essere coerente con gli usi identificati nel CSR e nello scenario d’esposizione. La descrizione degli usi deve essere breve e l’inclusione di un elenco di descrittori d’uso deve essere evitato.

La sottosezione 1.4 relativa a numero telefonico di emergenza richiede che si faccia riferimento a

  • un organo consultivo ufficiale (come ad esempio i centri antiveleno) dello stato in cui il prodotto è commercializzato, se si applicano le condizioni (notifica ai sensi dell’art.45 del CLP o accordi privati);
  • un servizio di emergenza appartenente al fornitore stesso o ad un fornitore terzo competente di tale servizio (in alternativa o in aggiunta al primo punto).

Eventuali limitazioni quali ad esempio orari di apertura, lingua o tipi di informazioni devono essere indicati.

Sezione 2

Questa sezione della scheda di dati di sicurezza descrive i pericoli connessi con la sostanza o miscela e fornisce le avvertenze appropriate in relazione a tali pericoli.

In accordo alla parte B dell’allegato II è così strutturata:

SEZIONE 2: identificazione dei pericoli

2.1. Classificazione della sostanza o della miscela

2.2. Elementi dell’etichetta

2.3. Altri pericoli

La classificazione deve essere fornita secondo i criteri stabiliti dal regolamento CLP: classi e categorie di pericolo.

Sia per le sostanze che per le miscele, gli elementi dell’etichetta devono essere indicati secondo il CLP e devono essere coerenti con la corrispondente etichetta apposta sul prodotto. Gli elementi dell’etichetta secondo il regolamento CLP includono:

  • Pittogrammi di pericolo;
  • Avvertenza;
  • Indicazioni di pericolo, frasi H e EUH, per intero (o fornirli integralmente nella Sezione 16 se non qui);
  • Consigli di prudenza, frasi P, per esteso
  • Eventuali elementi aggiuntivi dell’etichetta applicabili in conformità con l’articolo 25 del CLP in “Informazioni supplementari sull’etichetta”.

Elementi dell’etichetta richiesti in base all’Allegato XVII del REACH (come “Uso riservato a utenti professionali”) nella SDS, nella sottosezione 2.2. per sostanze e miscele etichettate secondo CLP. Altre informazioni da riportare in etichetta potrebbero essere richieste dalla legislazione nazionale.

Sezione 3

Questa sezione della scheda di dati di sicurezza descrive l’identità chimica degli ingredienti della sostanza o della miscela, comprese le impurezze e gli additivi stabilizzanti, come di seguito indicato. Devono essere indicate le informazioni di sicurezza appropriate e disponibili in merito alla chimica delle superfici.

In accordo alla parte B dell’allegato II la sezione 3 è così strutturata:

SEZIONE 3: composizione/informazioni sugli ingredienti

3.1. Sostanze

3.2. Miscele

La sezione 3.1 o 3.2 deve essere inclusa a seconda che si tratti di una sostanza o di una miscela.

Va notato che la dicitura “chimica delle superfici” utilizzata nel testo del regolamento fa riferimento alle proprietà della superficie di una sostanza o miscela allo stato solido (ad esempio a causa di alcune dimensioni nell’intervallo nano).

Per tutte le sostanze elencate devono essere indicati l’identificatore del prodotto, la concentrazione o gli intervalli di concentrazione e la classificazione. I fornitori di miscele possono scegliere di elencare anche tutte le sostanze contenute nella miscela, incluse quelle che non soddisfano i criteri di classificazione. Queste informazioni devono permettere al destinatario di identificare facilmente i pericoli che presentano le sostanze contenute nella miscela.

Degli intervalli di concentrazione possono essere indicati invece delle percentuali di peso effettive – in questo caso la classificazione derivata per il particolare intervallo di concentrazione dovrebbe essere basata sul valore più alto di concentrazione nell’intervallo indicato.

Le sostanze che devono essere riportate in questa sezione sono definite dalla tabella riportata nel testo dell’allegato II al REACH, che fornisce i valori di concentrazione al di sopra dei quali le sostanze specificate devono essere elencate in una SDS. Questi non sono necessariamente i limiti generici per la classificazione: i valori di questa tabella sono stati adattati per incorporare le note nel regolamento CLP.

La sottosezione 3.2 della SDS deve elencare anche le sostanze con un limite di esposizione sul posto di lavoro fissato a livello dell’Unione. Tuttavia, i compilatori possono elencare volontariamente le sostanze per cui è stato assegnato un limite nazionale, ma non dell’Unione (contrariamente a quanto richiesto per la sottosezione 8.1 dove sono le informazioni sui limiti nazionali a dover essere fornite, indipendentemente dal fatto che esista un limite dell’Unione corrispondente).

Conclusioni

È importante ai fini di una SDS conforme che i requisiti del regolamento REACH e del regolamento CLP siano rispettati e che ci sia coerenza tra le sezioni. Per essere certi che questi criteri di base siano rispettati la SDS dovrebbe essere compilata da una persona competente.

Nessuna definizione specifica della “persona competente” è contenuta nel regolamento. Il termine può essere riferito a una persona o un gruppo di persone, che ha per formazione ed esperienza le conoscenze sufficienti per la compilazione di alcune sezioni o dell’intera SDS. Il fornitore della SDS può delegare questa funzione al proprio personale o a terzi.