RELAZIONE ANNUALE ADR 

Si avvicina il 28 febbraio, data entro cui il consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose deve consegnare all’impresa la relazione annuale. 

La relazione annuale non è semplicemente un altro dei documenti da avere tra la mole di quelli da conservare, ma una fotografia scattata dal consulente ADR delle prassi adottate dall’impresa in merito ai trasporti di merci pericolose per assicurare l’osservanza delle norme e lo svolgimento dell’attività in condizioni di sicurezza ottimali. Il capo dell’impresa conserva le relazioni per un periodo di cinque anni e, su richiesta, le metterà a disposizione dell’ufficio della motorizzazione civile competente. 

Nel corso dell’anno solare precedente alla scadenza del 28 febbraio (dal 1° gennaio al 31 dicembre) il consulente ha lavorato con l’azienda, per la quale è stato nominato tramite comunicazione alla motorizzazione civile, per promuovere un sistema di gestione della sicurezza del trasporto. Infatti, è proprio l’ADR a definire la figura del consulente ADR come colui che è incaricato, in azienda, di facilitare l’opera di prevenzione dei rischi per le persone, per i beni o per l’ambiente inerenti all’attività del trasporto di merci pericolose (compresi i rifiuti pericolosi). 

Il compito sostanziale del consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose (DGSA) è quella di ricercare e di consigliare tutti i mezzi e promuovere ogni azione per facilitare lo svolgimento delle attività dell’azienda nel rispetto delle normative applicabili e in condizioni ottimali di sicurezza. 

Il consulente ADR è un professionista che oltre ad avere un certificato di abilitazione in corso di validità, ha conoscenza delle norme e lavora a stretto contatto con le figure interne all’azienda. 

La lista delle attività previste dall’ADR è, infatti, lunga e ciascuna delle voci comporta del lavoro da svolgere in sede (come potrebbe essere ad esempio il controllo delle procedure e delle istruzioni in atto o adottate, la formazione del personale) oppure da remoto (predisposizione di documenti, controllo o predisposizione del piano di security). 

È importante ricordare, inoltre, che alla figura del consulente e alla sua mancanza nel redigere le relazioni, tra cui quella annuale, sono legate possibili sanzioni comminabili sia al capo dell’impresa che al consulente stesso 

Il decreto Legislativo 35/2010, con l’articolo 12, stabilisce le sanzioni amministrative pecuniarie previste per la mancata osservanza delle disposizioni normative: 

  • da 6.000 euro a 36.000 euro al capo dell’impresa per la mancata nomina del consulente, 
  • da 2.000 euro a 12.000 euro per la mancata comunicazione della nomina di cui sopra alla motorizzazione civile, 
  • da 4.000 euro a 24.000 euro al consulente per la mancata redazione della relazione annuale e della relazione di incidente, 
  • da 2.000 euro a 12.000 euro per la mancata trasmissione delle relazioni di cui sopra. 

In conclusione, le aziende devono considerare la nomina di un consulente non come un altro obbligo da rispettare ma come un’opportunità di crescita e di miglioramento delle proprie attività in ottica di efficientamento e di sicurezza. 

Con questa consapevolezza, l’azienda non avrà solo un ulteriore costo da gestire, perché non si affiderà a quei consulenti che puntano al ribasso del loro onorario pur di aggiudicarsi un altro cliente, ma che non si presentano mai in azienda, che inviano una relazione con un riepilogo delle norme senza dare indicazioni chiare e specifiche, che non controllano la documentazione che il cliente predispone per il trasporto delle proprie merci. Si affiderà, invece, ad un professionista che svolge con coscienza e conoscenza il proprio lavoro e che chiederà il giusto compenso per la sua qualifica.