SDS REACH

Controlli Schede Dati Sicurezza (SDS)

In prossimità della scadenza di registrazione REACH del 2018, l’attenzione degli addetti ai lavori è rivolta ai dossier di registrazione, alle comunicazioni dell’ECHA e dei SIEF di appartenenza.

Continuano intanto sul territorio nazionale ed europeo le ispezioni degli organi di vigilanza sugli adempimenti ai regolamenti REACH e CLP, ponendo particolare attenzione alle schede dati di sicurezza (SDS).

Le precedenti attività di controllo hanno indicato che le SDS sono spesso non conformi. Pertanto, l’attività di controllo si concentra in particolare sugli obblighi relativi a schede di sicurezza estese (e-SDS), scenari di esposizione (ES), misure di gestione dei rischi e condizioni operative raccomandate con l’intento di informare e proteggere i lavoratori in tutta la catena di approvvigionamento.

Il piano nazionale di controlli, disponibile sulla pagina del Ministero della salute, ha stabilito di esaminare le SDS e gli ES per adeguatezza e accuratezza delle informazioni e se le informazioni vengono trasmesse correttamente lungo la catena di approvvigionamento (chi, come, quando e per quali prodotti fornisce una SDS). E’, inoltre, controllato se sul luogo di lavoro le condizioni operative raccomandate e le misure di gestione del rischio sono state messe in atto.

Un primo controllo operativo consiste nella verifica della conformità in termini di

  • COMPLETEZZA delle informazioni quali lingua, 16 sezioni, data e versione, identificazione della sostanza/miscela, usi identificati e sconsigliati, scenari d’esposizione allegati.
  • COERENZA delle informazioni contenute nelle diverse sezioni della SDS e con gli scenari di esposizione
  • CORRETTEZZA delle informazioni contenute anche mediante controllo analitico, soprattutto in relazione alla verifica della classificazione della sostanza/miscela.

Gli esempi più comuni di non conformità riguardano:

  • l’identificazione del prodotto e i suoi usi;
  • la sezione 1.4 della SDS non è completa o sono riportati numeri di organismi ufficiali ai quali non è state trasmesse le informazioni di cui all’articolo 45 del regolamento CLP e al regolamento 2017/542;
  • la sezione 3:
    • non è chiaro se le sostanze componenti, riportate alla sezione 3, siano state registrate,
    • la classificazione non corrisponde a quella del dossier di registrazione,
    • gli intervalli di concentrazione non rispettano il requisito richiesto [“Miscele: Se si indicano intervalli di percentuali, i pericoli per la salute e per l’ambiente devono descrivere gli effetti della concentrazione più elevata di ogni ingrediente”];
  • Errata classificazione della miscela, in particolare per le classi di tossicità per la salute e per l’ambiente;
  • La sezione 8: per il controllo dell’esposizione non vengono indicate le normative di riferimento per i DPI;
  • La sezione 9: mancano dati quali pH di soluzioni acquose, solubilità, ecc.
  • La sezione 16: non vengono indicate le modifiche rispetto alla precedente versione.

Le sanzioni comminate, dettate dai D.Lgs. n. 133/2009 e 186/2011, possono riguardare uno più punti della SDS, come ad esempio:

  • Errata classificazione da €. 15.000 a €. 90.000 euro
  • SDS inesatta da €. 3.000 a €. 18.000 euro
  • Mancata notifica C&L a €. 5.000 a €. 30.000
  • Mancata notifica archivio preparati pericolosi da € 2.582,00 a € 15.493,00.

La conoscenza dell’evoluzione normativa e la formazione del personale addetto alla redazione e all’utilizzo delle schede dati di sicurezza è fondamentale per prodotti sicuri sul mercato e documenti conformi da fornire ai propri clienti.